Gente strana.

Lavorare in televisione certe volte ti porta a vivere delle situazioni davvero irreali. Soprattutto se tu davanti alle telecamere non appari (per fortuna) mai, quindi riesci ad avere comunque un occhio distaccato rispetto al prima e dopo delle registrazioni televisive. Anche perchè succede qualcosa di molto strano quando le luci si accendono e il grande circo ritorna ad animarsi: le persone si trasformano, passando da disponibili e quasi umane, a fredde macchine da intervista che alternano finti sorrisi a battutine allusive davvero imbarazzanti. Bene, la tanto decantata Daria Bignardi è una di queste persone. Così fredda, spocchiosa e antipatica  durante le sue apparizioni televisive, appena le luci si spengono non dico diventi la persona più amichevole del mondo, ma almeno che cambi radicalmente: disponibile, loquace e logorroica, puoi persino sostenere che alle volte sorrida. Purtroppo però altre persone non riservano le stesse, gradevoli sorprese. E la sfortuna vuole che proprio quelle siano le persone con cui ti è capitato di lavorare.     Continue reading

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Conflitto d’interesse.

Nei giorni scorsi è successa una cosa strana. Il Presidente Bertinotti, recatosi a tenere una lezione ad un'università romana, è stato duramente contestato da frange studentesche che lo hanno accusato di essere un guerrafondaio per aver avvallato, nel suo ruolo di presidente della Camera, tutte le risoluzioni per le missioni all'estero. Ma il problema è sorto quando il Compagno Bertinotti ha ricordato la via del confronto non violento, che tanto parte della campagna elettorale del suo partito aveva costituito. Subito il Presidente Bertinotti ha ripreso quell'idea per delegittimare le ragioni di chi lo aveva criticato, magari senza nemmeno lasciare spazio al Compagno Bertinotti, che in passato quelle idee pacifiste e contrarie a missioni di guerra travestite da "peace-keeping" le aveva apparentemente condivise. Stranito da questo scambio di opinioni interpersonale, sono giunto alla conclusione su quale sia la ricetta adatta a rinnovare la politica italiana: con tutti questi repentini cambi di opinione, oramai si è superato l'ambito giuridico per sconfinare in quello psichiatrico. Continue reading

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Sospeso.

Mi è capitato fin troppo spesso, ultimamente, di ritrovarmi sospeso. E anche adesso, nei pochi momenti di tregua dal lavoro e dal resto dei miei soliti casini, mi trovo a riflettere di come la mia vita sia praticamente ferma. Senza prospettive lavorative, invischiato in uno dei tanti "contratti a progetto", forme castranti di lavoro temporaneo senza sbocchi possibili, mi sembra di correre dietro a vane speranze e ancor più remote prospettive. E anche quando torno a casa, se casa si può chiamare questo posto disperso nella squallida provincia lombarda, dove non accade mai nulla, non cambia mai nulla e la gente a stento ti guarda mentre vivi accanto a loro, le cose non cambiano assolutamente, prigioniero come sono di una routine fatta di palestre, corse e altre cose che faccio ancor meno volentieri. Davvero, mi servirebbe una vacanza. Anche se l'unica persona con cui vorrei andarci, in vacanza,  a stento mi risponde su messenger. Anche se non so quando e se ci rivedremo, ma soprattutto come ci rivedremo. Anche se non riusciamo nemmeno a trovare un giorno in cui fare due semplici chiacchere al telefono. Per adesso comunque, in attesa che succeda qualcosa di vero, sperare non costa nulla. Continue reading

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Oro nero.

Come il Mend rapisca civili occidentali, tra cui due italiani, ormai l'abbiamo chiaro tutti. Come non abbia alcuna intenzione di rilasciarli prima di veder soddisfatte le proprie rivendicazioni, anche questo dovrebbe essere noto ai più. Ma quali siano queste rivendicazioni, e quale sia la reale situazione del delta del fiume Niger sono notizie che la maggior parte delle persone ignora, distratta com'è dalle dichiarazioni di un presentatore, con trascorsi di inchieste per associazione mafiosa, tornato purtroppo agli onori della cronaca come un pasionario di sinistra. Occore quindi precisare come sia possibile che una delle zone più ricche del pianeta, almeno a giudicare dal numero di campi estrattivi presenti, ospiti una delle popolazioni più povere del continente africano. Come sia concepibile che una multinazionale come l'Eni, che da decenni investe in quella zona, dichiari un utile netto di quasi 9 milioni di euro, mentre gli oltre 20 milioni di abitanti della zona siano costretti a vivere con meno di un dollaro al giorno. E soprattutto, come questa multinazionale abbia ancora il coraggio e la decenza di parlare di progetti di sviluppo, di lotta alla fame, mentre le notizie delle razzie agli oleodotti, perpetrati non da terroristi violenti, ma da semplici civili affamati, che spesso perdono la vita nel vano tentativo di rubare l'oro nero per sfamarsi, stanno scomparendo dalle televisioni e dai giornali. Col risultato immediato di far passare i ribelli del Mend come terroristi. Tutto mentre noi occidentali, magari distratti dalle pubblicità o dai proclami di programmi umanitari, rischiamo di renderci complici di questo disasttro, tanto umanitario che ambientale. Percui, di seguito un elenco sommario delle compagnie coinvolte nello sfruttamento del delta del Niger: 

– Eni (e quindi Agip)

-Shell

-Elf

-Chevron.

Boicottarle credo sia un dovere di tutti, per non essere complici delle violazioni e dell'oppressione che stanno perpetrando ai danni di un intero popolo, privato degli stessi diritti per cui ormai noi occidentali abbiamo dimenticato di aver dovuto lottare.

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Molto rumore per nulla.

Mentre sto scrivendo queste righe, si sta ancora tenendo la votazione al senato per la fiducia al (secondo) governo Prodi. Come elettore di sinistra dovrei essere molto più teso o interessato di quanto in realtà io sia. Questo perchè sono profondamente deluso. Deluso perchè dopo cinque anni di governo del Cav. Banana avevo sperato davvero che qualcosa cambiasse. Che ci fosse davvero un'alternativa al piccolo menefreghismo e al gretto utilitarismo che permeava ogni decreto, ogni dichiarazione di affiliati al precedente governo. Ma ad oggi, ho avuto l'ennesima riprova che la classe politica italiana faccia schifo: le uniche cose non dico socialmente eque o giuste, ma solo lontanamente condivisibili (almeno nelle idee che le hanno generate), sono state fin troppo velocemente accantonate per raccattare quei quattro voti di loschi figuri dal passato non proprio cristallino, e dall'ideologia non proprio di sinistra, necessari perchè ognuno possa tornare sulla propria poltrona. Beh, penso proprio che questo basti almeno perchè io perda completamente interesse e/o fiducia in una classe politica di professionisti ultra-sessantenni, capaci solo di preservare il proprio tornaconto a costo di calpestare qualsiasi diritto o promessa elettorale. Peccato solo che sul mio voto non ci fossero le contro-indicazioni, come sui farmaci: non usare in presenza di Andreotti, consumare preferibilmente entro la prima crisi di governo, non indicato per i pregiudicati, i qualunquisti e gli ex-Democristiani di ritorno. Continue reading

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Distrazioni.

Ultimamente non ho moltissimo tempo da dedicare a questo blog, cosa che ad essere sincero mi dispiace parecchio. Ma con il lavoro che sempre più spesso riesce a rubarmi pure quei pochi sabati pomeriggio dedicati all'ozio, con i weekend spesi nelle poche relazioni sociali che ancora coltivo di fretta e quasi mal volentieri (QUASI), il tempo che mi rimane per stare davanti al pc è davvero pochissimo. Solo che, sarà anche per averlo dovuto fare per mesi, non riesco proprio a passare le giornate in casa a non fare nulla. Tanto che, come se avessi chissà quanto tempo libero, sono riuscito a trovare altre due "cosette" da fare. Infatti, dopo almeno un paio d'anni di assenza, sono tornato a suonare in giro. La prima sera devo ammettere di essermi scoperto un pò arrugginito, ma dopo gli sfottò e il soundcheck fatto a caso, tutto è filato fin troppo liscio, con un paio di momenti davvero esileranti.. L'altra cosa che ho ripreso da poco a fare sono le traduzioni, che avevo lasciato perdere dopo gli ultimi due anni passati a Bologna. E stavolta, quando mi sono messo di fronte questo saggio su Lunar Park di  Breat Easton Ellis devo ammettere che per un attimo mi sono chiesto chi me l'avesse fatto fare. Ma dopo lo sconforto iniziale sono riuscito a macinare un bel pò di pagine. E finalmente, assieme ad un pò di ovvia stanchezza per non essermi fermato nemmeno un attimo nelle ultime tre settimane, uno strano sorrisetto soddisfatto è spuntato fuori, anch'esso tornato da chissà dove..

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Andare avanti.

L'ultima settimana è stata a dir poco orribile. Orribile quanto può esserlo sentirti dire che tutto ciò che hai fatto nei sei mesi passati, tutto il lavoro che avevi fatto con passione, convinzione e cura quasi maniacale, è stato totalmente inutile. E così il tuo futuro, che tanto ti sembrava ricco di promesse e di speranze, torna nel limbo di incertezze e fatiche dov'era rimasto ancorato negli ultimi tempi. Proprio ora che ti eri quasi convinto di poter sistemare tutto, di poter rimediare a tutti gli errori che hai fatto in passato, a tutte le parole avventate che hai detto, a tutte le persone che hai allontanato (o forse ad una in particolare). Proprio ora che sei riuscito ad allontanare l'unica mano tesa che ancora si protendeva verso di te. Ma stavolta nei tuoi occhi c'è una luce nuova, una rabbia ed una convinzione che le parole sprezzanti che ti hanno tormentato in questi giorni non riescono a spegnere. Perchè stavolta non puoi fare altro che voltare pagina, rituffarti nel lavoro e negli interessi. Ed andare avanti. Perchè sabato, a Vicenza, ci sarai anche tu a far sentire che non basta così poco, a far tacere la tua voce. Continue reading

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Un’altra domenica

Finalmente, dopo parecchi giorni spartiti tra lavoro, impegni vari e casini eventuali, sono riuscito a ritagliarmi un pò di tempo per me. Per stare un pò da solo. In giro, in una città (non è eccessivamente importante dire quale) che forse per la prima volta ho potuto godermi in sè e per sè, come semplice contorno del mio girovagare. Con le sue vie, il suo lungolago e i suoi edifici che scorrevano mentre pensavo a ciò che mi aspetta dietro l'angolo. Ma che per un giorno, dietro quell'angolo è rimasto, con tutte le sue attese e tutte le sue preoccupazioni. E anche passare di fronte a posti che con ben altro spirito e ben altri timori avevo incontrato, non ha troppo rovinato l'ottimo umore con cui passeggiavo fischiettando. Non sarà durata poi tanto, visto che gli altri impegni hanno presto ricominciato a pressare, ma è qualcosa che rifarò sicuramente, almeno domenica prossima. E chissà che, per allora, non avrò anche ritrovato la compagnia che ad essere sincero, un pò mi è mancata. Continue reading

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Se n’è andato un mito.

Spiegare a chi non lo conosce chi sia Ryszard Kapuscinski e cosa possa rappresentare per chi come me vorrebbe fare un certo giornalismo è vermanente un'impresa ardua. Ancora più difficile ora, appena saputo che ci ha lasciato, e i ricordi e le sensazioni si affollano alla memoria mentre guardi i suoi libri che fanno bella mostra sullo scaffale. Ma più dei libri ti resterà l'esempio, la vicenda personale di un uomo che ha incarnato l'ideale di giornalismo al servizio delle persone che tanto vorresti raggiungere. E ti rimarrà la passione che traspare in tutti i suoi reportage, passione per il suo lavoro e per le persone che incontra, per le loro storie e la loro cultura. E' questa curiosità, che presto scopri di condividere, che ormai guida i passi miei e degli altri che (pochi già tra i cosiddetti "media worker", per non parlare dei giornalisti italiani) si sono riconosciuti nel suo modo di fare giornalismo, e nelle parole e nell'esempio che lui ha lasciato. Perchè ora quando penso al lavoro che voglio fare, mi vengono sempre in mente queste sue parole:

Dato che questa gente non riuscirà mai a ribellarsi, ci vuole qualcuno che parli per lei. E' uno degli obblighi morali che incombono su quanti si occupano di questo infelice settore deglla famiglia umana, composta da nostri fratelli e sorell. Fratelli e sorelle che, purtroppo, vivono nella miseria. Che non hanno voce. 

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Provincia

Sto davvero iniziando a non sopportare più la vita della provincia lombarda. La tranquilla e sonnolenta routine che ogni giorno si trascina uguale, sommersa in un mare di nebbia. E la gente scontrosa, così intenta a badare esclusivamente ai fatti propri da vivere completamente reclusa. Possibile che per loro il mondo finisca con le vasche in centro il sabato o la partita ogni due settimane? Possibile che qualsiasi cambiamento sia sempre lontano e non li riguardi mai? Una volta avrei anche apprezzato la possibilità di nascondermi qui, di fuggire dai miei problemi prima che da quelli degli altri, di gettarmi a capofitto negli impegni e/o negli interessi più o meno culturali. Ma adesso, preso come sono dal lavoro a Milano, e dal semplice respiro della grande città, così frenetico ma soprattutto così diverso dagli sbadigli di Mantova, tutto questo non mi basta più. E non posso fare a meno di guardare avanti, ai prossimi cambiamenti, con fiducia ma soprattutto con curiosità, stufo come sono di questo sentirmi un animale in gabbia. 

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