Dopo un weekend passato a fare altro, tra concerti di gente stonata e ragazzine che credono che Rock ‘n’ Roll Radio sia nell’ultimo cd dei Green Day, domani si ricomincia a lavorare. E passerò un’altra settimana a domandarmi chi me lo faccia fare. Cosa possa mai avermi convinto ad accettare un lavoro simile, così distante dalle promesse di libertà creativa e potenzialità espressive che sussurrava solo sei mesi fa, è un dubbio che mi attanaglia ogni domenica sera, mentre col treno passo per gli infiniti paesini tutti uguali della bassa brianza. Già mi vedo, domani, seduto sul solito muretto col portatile sulle ginocchia, intento a godermi il sole, almeno quello, oltre alle chiacchere degli altri autori. Discussioni quasi divertenti, oserei direi piacevoli, di certo mai noiose o banali, per quanto colorite e dibattute. Ma di lavoro, gratificante, ben pagato e stimolante, non se ne parla. Sembrano davvero lontani i tempi in cui non vedevo l'ora che arrivasse lunedì, anche solo per prendere un certo treno modena-bologna..
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