Anche stasera, nonostante la stanchezza del lavoro e lo stress da mancanza di pause ormai da mesi, alle sette ero chino ad allacciare le scarpe da ginnastica sulla piccola panchina di legno, all'inizio del solito boschetto. E come tutte le sere ormai da tempo, mentre infilavo gli auricolari ed accendevo il lettore, la compagnia è arrivata. Silenziosa, puntuale e senza nome. Un sorriso, un cenno con la testa e si comincia a correre. Chi ci vedesse potrebbe facilmente pensare a due amici, o persino a due fidanzati. Ma io, della ragazza minuta con gli occhi scuri e la coda di capelli castani nemmeno conosco il nome. Non che importi eccessivamente. Mi basta la presenza, silenziosa ma partecipe dell'unica oretta che riesco a dedicare a me stesso in queste giornate frenetiche di lavoro. Così, mentre James Maynard Keenan inizia a cantare il sottofondo della mia corsetta, mi lascio persino sfuggire un sorriso per la strana stituazione, restando però convinto come sono che se uno di noi due aprisse bocca, rovinerebbe tutto.
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