Conflitto d’interesse.

Nei giorni scorsi è successa una cosa strana. Il Presidente Bertinotti, recatosi a tenere una lezione ad un'università romana, è stato duramente contestato da frange studentesche che lo hanno accusato di essere un guerrafondaio per aver avvallato, nel suo ruolo di presidente della Camera, tutte le risoluzioni per le missioni all'estero. Ma il problema è sorto quando il Compagno Bertinotti ha ricordato la via del confronto non violento, che tanto parte della campagna elettorale del suo partito aveva costituito. Subito il Presidente Bertinotti ha ripreso quell'idea per delegittimare le ragioni di chi lo aveva criticato, magari senza nemmeno lasciare spazio al Compagno Bertinotti, che in passato quelle idee pacifiste e contrarie a missioni di guerra travestite da "peace-keeping" le aveva apparentemente condivise. Stranito da questo scambio di opinioni interpersonale, sono giunto alla conclusione su quale sia la ricetta adatta a rinnovare la politica italiana: con tutti questi repentini cambi di opinione, oramai si è superato l'ambito giuridico per sconfinare in quello psichiatrico.

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