Sospeso.

Mi è capitato fin troppo spesso, ultimamente, di ritrovarmi sospeso. E anche adesso, nei pochi momenti di tregua dal lavoro e dal resto dei miei soliti casini, mi trovo a riflettere di come la mia vita sia praticamente ferma. Senza prospettive lavorative, invischiato in uno dei tanti "contratti a progetto", forme castranti di lavoro temporaneo senza sbocchi possibili, mi sembra di correre dietro a vane speranze e ancor più remote prospettive. E anche quando torno a casa, se casa si può chiamare questo posto disperso nella squallida provincia lombarda, dove non accade mai nulla, non cambia mai nulla e la gente a stento ti guarda mentre vivi accanto a loro, le cose non cambiano assolutamente, prigioniero come sono di una routine fatta di palestre, corse e altre cose che faccio ancor meno volentieri. Davvero, mi servirebbe una vacanza. Anche se l'unica persona con cui vorrei andarci, in vacanza,  a stento mi risponde su messenger. Anche se non so quando e se ci rivedremo, ma soprattutto come ci rivedremo. Anche se non riusciamo nemmeno a trovare un giorno in cui fare due semplici chiacchere al telefono. Per adesso comunque, in attesa che succeda qualcosa di vero, sperare non costa nulla.

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