Distrazioni.

Ultimamente non ho moltissimo tempo da dedicare a questo blog, cosa che ad essere sincero mi dispiace parecchio. Ma con il lavoro che sempre più spesso riesce a rubarmi pure quei pochi sabati pomeriggio dedicati all'ozio, con i weekend spesi nelle poche relazioni sociali che ancora coltivo di fretta e quasi mal volentieri (QUASI), il tempo che mi rimane per stare davanti al pc è davvero pochissimo. Solo che, sarà anche per averlo dovuto fare per mesi, non riesco proprio a passare le giornate in casa a non fare nulla. Tanto che, come se avessi chissà quanto tempo libero, sono riuscito a trovare altre due "cosette" da fare. Infatti, dopo almeno un paio d'anni di assenza, sono tornato a suonare in giro. La prima sera devo ammettere di essermi scoperto un pò arrugginito, ma dopo gli sfottò e il soundcheck fatto a caso, tutto è filato fin troppo liscio, con un paio di momenti davvero esileranti.. L'altra cosa che ho ripreso da poco a fare sono le traduzioni, che avevo lasciato perdere dopo gli ultimi due anni passati a Bologna. E stavolta, quando mi sono messo di fronte questo saggio su Lunar Park di  Breat Easton Ellis devo ammettere che per un attimo mi sono chiesto chi me l'avesse fatto fare. Ma dopo lo sconforto iniziale sono riuscito a macinare un bel pò di pagine. E finalmente, assieme ad un pò di ovvia stanchezza per non essermi fermato nemmeno un attimo nelle ultime tre settimane, uno strano sorrisetto soddisfatto è spuntato fuori, anch'esso tornato da chissà dove..

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