Un altro 11 Settembre.

Scorrendo con noia sempre crescente le notizie di ieri, mi sono imbattutto in una che, stranamente, è riuscita a darmi un minimo di soddisfazione. Non avrebbe dovuto, perchè riguarda la morte di una persona. Ma stavolta è diverso. Perchè a morire (finalmente?!) è stato uno dei dittatori più sanguinari ed efferati del secolo scorso; uno che, grazie agli appoggi di cui godeva negli USA, sin dal colpo di stato alla Moneda nel 1973, è riuscito a tornare nel suo paese da uomo libero e a morirci, sempre da uomo libero. Un paese, il Cile, in cui ha retto una dittatura sanguinaria per 17 anni, il cui ricordo ancora segna i volti dei 10 mila sopravvissuti alle torture e agli abusi (oltre alle decine di migliaia costretti a lasciare il paese) o su quelli dei familiari delle più di 2 mila vittime accertate degli omicidi che ha ordinato negli anni sui suoi oppositori politici. Ma oggi, più che sulle vittime, cui bisognerebbe solo rendere una giustizia che purtroppo mai avranno, mi ferisce il fatto che chi si è reso colpevole di tali crimini contro l'umanità, non abbia mai subito alcuna condanna definitiva. Almeno sarebbe giusto che, il prossimo anniversario del golpe militare che ha dato inizio alla sua dittatura, qualcuno si ricordasse di quelle vittime, le prime purtoppo, ma forse significative di un popolo che in una sola notte, ha perso i sogni e le speranze che faticosamente aveva costruito nei 3 anni precedenti di governo democratico. Persi solo perchè poche multinazionali straniere si arricchissero sulla loro pelle. Ma dubito che questo accadrà. In fondo, si tratto solo di un altro undici settembre.

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