E poi si lamentano che i giovani non seguono la politica. Ma come fai ad appassionarti a qualcosa quando ne fa parte gente così? Come fai a prendere sul serio delle dichiarazioni, quando i migliori analisti politici sono comici e i più importanti politici italiani diventano attori (ndR: ogni riferimento a fatti, cose, persone, svenimenti e malori è puramente voluto)? E dire che di problematiche da affrontare ce ne sarebbero, eccome: dalla precarietà giovanile agli scarsi investimenti nella ricerca, dalla regolamentazione dell’accanimento terapeutico ai diritti delle coppie di fatto, fino a chissà quante altre cose che ora non mi vengono in mente. Ma no, tutti sembrano solo interessati ad una cosa, le poltrone. E tra chi strizza l’occhio ad una parte politica che fino a poco tempo fa aveva definito “criminali comunisti mangia bambini” (il bello è che è tutto vero.. ah, le gioie de La Padania, scusate il termine) pur di perseguire obiettivi che da tempo ha dimenticato per salire al governo con chi professa l’opposto, e chi vorrebbe volentieri riformare un partito che considerava peccato votare per gli altri, saccheggiando da entrambi gli schieramenti tutti i reduci di quel partito, che nel frattempo pur di continuare a percepire stipendio da parlamentare (che, tra l’altro, aumenta ogni anno con qualsiasi coalizione al governo e permette di andare in pensione dopo una sola legislatura, mah..) hanno seguitato a saltare da uno schieramento all’altro, da una poltrona all’altra. Una volta, questi figuri sarebbero stati chiamati “ipocriti”. Adesso, semplicemente, buffoni.