Certe cose davvero, non andrebbero mai dette. Ma non perchè siano parole volgari o offensive. Nemmeno per le idee rivoluzionare che potrebbero veicolare. No, non andrebbero mai dette solo ed esclusivamente per evitare di doverle ripetere. Certe parole, certe frasi restano così, sospese nell’aria, quasi prigioniere del momento stesso in cui le hai dette. E a quell’attimo sono indissolubilmente legate, tanto che, trasportate altrove, perdono ogni senso. Così, ti ritrovi perplesso, mentre la mente (in)volontariamente ritorna ad un’altra stazione, ad altre colonne e ad altre persone. E tu cerchi quasi di scappare dalle conseguenze delle tue azioni, e dalla sofferenza che queste potranno o dovranno causare. Perchè anche volendo, non ti vengono naturali certe risposte, soprattutto se quelle stesse domande le avevi poste tu anni prima, con esiti e comparse differenti. Ed in pochi istanti ti ritrovi assalito dal senso di colpa: per non essere davvero "quello giusto", per aver fatto scappare una persona, proprio mentre stai facendo di tutto (e anche di più) per cercare di farne rientrare un’altra nella tua vita. Certe volte il deja-vu ha davvero un gusto strano: amaro e salato, di lacrime altrui e di amicizie spezzate.
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