Four days.

Quella passata è stata una settimana discretamente piena per me. Ho lasciato Milano, spero solo fino a Settembre, appena scaduto il mio contratto di lavoro. Ho chiuso quindi la mia prima esperienza lavorativa seria, portandomi dietro un grumo di sensazioni ancora indistinte, con delusioni e soddisfazioni equamente distribuite. Ma ciò che più rimarrà impresso nella mia (poca) memoria sono stati i quattro giorni di vacanza a Rimini. L'aver rivisto gente che ormai incontro solo una volta all'anno, l'aver scherzato e bevuto con loro come se la distanza non esistesse nemmeno. E le serate passate in giro, le notti insonni trascorse a giocare a Jenga e a Bang, a scherzare sugli amici comuni e su chi ha tirato il pacco all'ultimo momento. E gli innumerevoli bicchieri svuotati, i cocktail impossibili inventati su due piedi giusto perchè la sobrietà non era prevista e avrebbe stonato. Per non parlare della gente incontrata e conosciuta con cui passavi ore intere a discutere di donne, di cinema e di città visitate. Di viaggi compiuti e delle promesse di viaggi ancora da compiere, magari assieme. Quattro giorni di follie e di amicizie, interminabili e irreplicabili, almeno per un altro annetto. Ma soprattutto, un gruppo di matti fuori dal comune, di gentaglia straordinaria con cui dividere questa vacanza e, spero, molte altre ancora da venire. 

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