Far from the Madding Crowd

Sono reduce da una settimana completamente estromesso dal mondo. Detto così può persino suonare ambiguo o pericoloso, ma tutto ciò significa semplicemente come abbia appena ripristinato, dopo appunto sette lunghissimi giorni, una (parvenza di) connessione ad internet. E devo dire che, passato lo sconforto iniziale, dovuto in parte anche all'aver a che fare con stuoli di informatici, ed eccettuato qualche piccola complicazione lavorativa, non è che sia stata poi così male. Intendiamoci, ora che posso tornare alla tecnologia non è che rimpiango il mio status di homus pre-informaticus (questa è davvero per pochi). Ma il tornare a comprare ogni giorno il giornale per tenersi informato, a sfogliarlo in metro invece che scribacchiare col solito portatile sulle ginocchia rincorrendo siti, connessioni e/o blog vari, ha un non so che di rilassante. Ti spinge a riscoprire il valore delle cose che quotidianamente fai, ti costringe a riconsiderare i tempi che ad ogni gesto dedichi all'interno di giornate ormai stiracchiate fino alle 25 ore. Si avverte decisamente la necessità di una pausa, di fermarsi a riflettere e ad assaporare i rari momenti belli, e a riflettere su quei pochi (per fortuna) momenti brutti. Perchè ogni giorno ed ogni gesto abbiano il loro giusto valore.

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