Accanto al mio letto c’è un comodino nuovo di zecca. Ma non è tanto il suo algido bianco laccato ad essere degno di nota, quanto la torreggiante pila di libri non letti che lo sovrasta ed incombe sul mio (poco) sonno. Per essere precisi, sotto tre numeri di Diario, di cui solo l’ultimo parzialmente sfogliato, fanno bella mostra di sé:
– “Il libro dei coniglietti suicidi” di Andy Riley, una bibbia (a fumetti) di umorismo nero pubblicata in un bel formato strip per seguire meglio l’assurdità di alcune sequenze.
– “Tutti i santi giorni” di Michele Serra, la collezione dei suoi pezzi quotidiani su Repubblica, rimasti purtoppo uno dei pochi momenti di gioia del giornale mattutino.
– “Buona Apocalisse a tutti!” di Neil Gaiman e (nominalmente) Terry Pratchett, su cui non c’è molto da dire, se non che è un assoluto capolavoro, una favola dark costellata da umorismo e satira feroce sugli aspetti più ridicoli dell’Inghilterra moderna.
– “Il Negus” di Ryszard Kapuscinski, che ho rispolverato schifato da tutti gli istant book sorti come funghi per qualche facile guadagno sulla sua scomparsa.
Ovviamente sono in rigoroso ordine sparso, ma tutti egualmente consigliati e consigliabili. Nell’attesa che anch’io riesca a trovare il tempo di leggerli. Cosa che, visti i ritmi di vita che ultimamente ho forzatamente assunto, direi proprio non accadrà in tempi brevissimi. Che io abbia davvero bisogno di una vacanza, con la scusa di dover legger tutti questi libri?