Come il Mend rapisca civili occidentali, tra cui due italiani, ormai l'abbiamo chiaro tutti. Come non abbia alcuna intenzione di rilasciarli prima di veder soddisfatte le proprie rivendicazioni, anche questo dovrebbe essere noto ai più. Ma quali siano queste rivendicazioni, e quale sia la reale situazione del delta del fiume Niger sono notizie che la maggior parte delle persone ignora, distratta com'è dalle dichiarazioni di un presentatore, con trascorsi di inchieste per associazione mafiosa, tornato purtroppo agli onori della cronaca come un pasionario di sinistra. Occore quindi precisare come sia possibile che una delle zone più ricche del pianeta, almeno a giudicare dal numero di campi estrattivi presenti, ospiti una delle popolazioni più povere del continente africano. Come sia concepibile che una multinazionale come l'Eni, che da decenni investe in quella zona, dichiari un utile netto di quasi 9 milioni di euro, mentre gli oltre 20 milioni di abitanti della zona siano costretti a vivere con meno di un dollaro al giorno. E soprattutto, come questa multinazionale abbia ancora il coraggio e la decenza di parlare di progetti di sviluppo, di lotta alla fame, mentre le notizie delle razzie agli oleodotti, perpetrati non da terroristi violenti, ma da semplici civili affamati, che spesso perdono la vita nel vano tentativo di rubare l'oro nero per sfamarsi, stanno scomparendo dalle televisioni e dai giornali. Col risultato immediato di far passare i ribelli del Mend come terroristi. Tutto mentre noi occidentali, magari distratti dalle pubblicità o dai proclami di programmi umanitari, rischiamo di renderci complici di questo disasttro, tanto umanitario che ambientale. Percui, di seguito un elenco sommario delle compagnie coinvolte nello sfruttamento del delta del Niger:
– Eni (e quindi Agip)
-Shell
-Elf
-Chevron.
Boicottarle credo sia un dovere di tutti, per non essere complici delle violazioni e dell'oppressione che stanno perpetrando ai danni di un intero popolo, privato degli stessi diritti per cui ormai noi occidentali abbiamo dimenticato di aver dovuto lottare.