Spiegare a chi non lo conosce chi sia Ryszard Kapuscinski e cosa possa rappresentare per chi come me vorrebbe fare un certo giornalismo è vermanente un'impresa ardua. Ancora più difficile ora, appena saputo che ci ha lasciato, e i ricordi e le sensazioni si affollano alla memoria mentre guardi i suoi libri che fanno bella mostra sullo scaffale. Ma più dei libri ti resterà l'esempio, la vicenda personale di un uomo che ha incarnato l'ideale di giornalismo al servizio delle persone che tanto vorresti raggiungere. E ti rimarrà la passione che traspare in tutti i suoi reportage, passione per il suo lavoro e per le persone che incontra, per le loro storie e la loro cultura. E' questa curiosità, che presto scopri di condividere, che ormai guida i passi miei e degli altri che (pochi già tra i cosiddetti "media worker", per non parlare dei giornalisti italiani) si sono riconosciuti nel suo modo di fare giornalismo, e nelle parole e nell'esempio che lui ha lasciato. Perchè ora quando penso al lavoro che voglio fare, mi vengono sempre in mente queste sue parole:
Dato che questa gente non riuscirà mai a ribellarsi, ci vuole qualcuno che parli per lei. E' uno degli obblighi morali che incombono su quanti si occupano di questo infelice settore deglla famiglia umana, composta da nostri fratelli e sorell. Fratelli e sorelle che, purtroppo, vivono nella miseria. Che non hanno voce.