Scatole

Quando si tratta di mettere in ordine non ho mai voglia. Non per pigrizia o per noncuranza, ma perchè ogni oggetto, ogni foglio, conserva un ricordo che faccio sempre fatica a riporre in fondo ad un cassetto. Così, quando ho spostato il vecchio baule metallico, non ho avuto bisogno di aprire la scatola lucida di plastica nera che c'era dentro. Sapevo già cosa conteneva: una cornice gialla, una guida turistica di Cuba con dentro un fiore essicato, il disegno di un angelo caduto e quello di un draghetto. Oltre ad un numero imprecisato di biglietti del treno amorosamente conservati in una busta  trasparente.  Strano come cambino le cose. Quando stavamo assieme, mi chiedevo spesso se anch'io sarei "finito" in una scatola così, in fondo o in cima ad un armadio, comunque lontano. Tanto lontano dalla luce da sembrare quasi una bara. Adesso, mentre  mi volto sorridente dopo aver riposto il baule, l'unica cosa che mi auguro è di averla riempita abbastanza bene quella scatola. Abbastanza, perchè da qui vedo chiaramente una sola cosa: in quella scatola, manca ancora uno stupido pelouche di un cane che fà un ridicolo suono quando gli schiacci la pancia.

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