Odio il Natale. Tutte le luci, i regali obbligati, lo stress del dover per forza festeggiare qualcosa che, onestamente, non è che mi tocchi più di tanto. E tutto intorno a te sembra spingerti, forzarti a gesti e parole che non ti escono naturali nemmeno con l’argano. Ma perché dovrei fare gli auguri a gente che nemmeno sopporto? E perché mai dovrei per forza regalare qualcosa per poi vederlo, nel migliore dei casi, lasciato da qualche parte a prendere la polvere? Che poi, se c’è una cosa che mal sopporto, è dover fare le cose per forza. Se io tengo ad una persona, le faccio dei regali tutto l’anno, ogni volta che mi passa per la testa, non di certo ho bisogno che qualcuno me lo ricordi, o che faccia una festa apposta per incentivare i consumi, travestendola di una religiosità e di significati che ormai si sono persi tra luci e lustrini, tra pacchi e pacchetti. E la gente che incontro, mentre anch’io mi sottometto al rito delle ultime spese, non ha certo la faccia di chi ha voglia di festeggiare: stressati, sempre di fretta e di malumore, lo sguardo distante, verso un traguardo che sembra non arrivare mai. Neanchè fossero ai lavori forzati. Ma questi giorni, complice l’influenza che non poteva certo mancare, non ho proprio la forza di fare nulla. E allora, con le ultime parole che scappano dalla tastiera, faccio anch’io gli auguri a tutti:
Merry Christmas, I don’t wanna fight tonight